Il segno, il cielo e la misura: riflessioni visive sulla civiltà sumera
Cosa resta di una civiltà quando il tempo cancella le sue città? Il disegno, per me, è uno spazio di ricerca e memoria, un modo per dare forma a ciò che è rimasto sepolto sotto i millenni. Recentemente la mia attenzione si è concentrata sulle origini della storia, in particolare sull’universo dei Sumeri.
Di questa popolazione mi affascina profondamente un paradosso: l’immensità delle loro abilità tecnologiche e umane contrapposta al fatto che, a un certo punto, siano completamente scomparsi nel nulla, lasciando dietro di sé un fitto velo di mistero.
L'argilla e la necessità del segno
Tra tutti i frammenti arrivati fino a noi, c’è un elemento che ha catturato la mia urgenza creativa: la nascita della prima forma di scrittura della storia. Questa invenzione non nacque da un’esigenza astratta, ma da una necessità pratica e terrena: l’esigenza di registrare e contare i tributi, i raccolti e i beni, superando i limiti della memoria umana. L’atto di incidere un segno geometrico cuneiforme su una tavoletta di argilla umida rappresenta per me un momento sacro: il momento in cui l’essere umano ha impresso la sua mente sulla materia per sfidare l’oblio del tempo.
Le terrazze del sacro: tra terra e stelle
Ma la ricerca sumera non si fermava alla terra. Sulla cima delle imponenti Ziqqurat, i templi che dominavano le città, i sacerdoti interpretavano la volontà delle divinità legate alle grandi forze della natura. Da quelle terrazze elevate, lo sguardo si volgeva verso l’alto. L’osservazione sistematica del cielo, delle stelle e dei pianeti – nata dalla convinzione che gli astri influenzassero la vita umana – ha dato vita alla prima astronomia e al primo calendario della storia.
La geometria dell'esistenza
Accanto allo sguardo verso il cosmo, si sviluppava la precisione millimetrica della terra: l’aritmetica e la geometria progredivano per misurare i campi, contare le greggi e pesare i frutti del lavoro. C’era un legame indissolubile tra il calcolo matematico, l’architettura sacra e la contemplazione del cielo.
I miei prossimi lavori su carta nascono proprio qui, in questo territorio sospeso tra la precisione della misura, l’astronomia antica e il mistero profondo che ancora oggi circonda questo popolo perduto.